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sabato 23 giugno 2012

Unione Sportiva Lecce: è il giorno di Savino Tesoro


Diciotto anni. Un’età tanto attesa e agognata da ogni ragazzo. Il momento in cui si raggiunge la sospirata maturità e si prendono le prime importanti scelte di vita. E dopo diciotto anni, la famiglia Semeraro ha deciso che i tempi era diventati “maturi” per cambiare pagina e dare una nuova sterzata alla propria vita.

L’U.S. Lecce è da stamattina ufficialmente di proprietà di Savino Tesoro, dopo aver raggiunto l’accordo nel pomeriggio di ieri. L’affare si è finalmente concluso dopo un lungo periodo di incertezza, dovuta anche al coinvolgimento della società sportiva salentina nell’inchiesta del calcioscommesse. I termini dell’accordo, non ancora ufficializzati, parlano di una cifra che si aggira sugli 8milioni di euro, ma sembra sia stato previsto un ribasso di 150mila euro per ogni eventuale punto di penalizzazione che verrà inflitto dalla giustizia sportiva. La positiva chiusura della trattativa porta a pensare che si sia giunti anche un accordo in merito alla fidejussione di 6milioni di euro gravante sulla società; non è da escludere che Semeraro abbia concesso a Tesoro uno sconto ancora più consistente rispetto a quello che era disposto a concedere. 

Questa è la nota ufficiale con cui la società salentina ha comunicato la conclusione della trattativa: L'U.S. Lecce comunica che, in data odierna, è stato formalizzato l'accordo, attraverso la stipula di un contratto preliminare, per la cessione dell'intero pacchetto azionario della società al Sig. Savino Tesoro. L'accordo prevede che la società sarà gestita congiuntamente dai gruppi contraenti, con la permanenza dell'attuale Consiglio d'Amministrazione arricchito dalla presenza di due rappresentanti del gruppo acquirente, fino all'approvazione del bilancio al 30 giugno 2012 e, comunque, fino alla stesura del contratto definitivo, che avverrà entro il 15 settembre p.v.. Ciò consentirà, comunque, agli acquirenti di operare e gestire la società secondo i propri programmi.

Si conclude così un’era per l’Unione Sportiva Lecce che Giovanni Semeraro ricorda con affetto: “Sono passati 18 anni e sono qui con grande emozione e un groppo in gola, quasi come quando iniziai. Tengo a precisare una cosa: ho letto sui giornali che mi sarei affrettato a liberarmi dal fardello Lecce per le questioni che tutti voi conoscete. Non è assolutamente così, ho deciso di vendere la società lo scorso maggio. Ho accelerato i tempi della cessione solo per dare la possibilità agli acquirenti di poter programmare per tempo la nuova stagione. Questa esigenza mi ha costretto ad accettare delle condizioni che altrimenti difficilmente avrei accettato. Nel contratto abbiamo inserito delle condizioni legate alla Lega Pro, non perché riteniamo possibile questa eventualità, ma solo perché lo ha chiesto l'acquirente. Savino Tesoro è stato l'unico che ha mostrato interesse nel Lecce, nessun altro si è fatto vivo a livello locale e nazionale. Questa situazione l'abbiamo vissuta nel corso della nostra esperienza, durante la quale nessun imprenditore si è fatto avanti per darci una mano. Lascio una società sana economicamente e moralmente, il mio ringraziamento va a tutti calciatori, allenatori, dirigenti fino ai magazzinieri”.

Per molti tifosi e per parte della stampa locale, però, l’uscita di scena della famiglia Semeraro non è stata certo commovente ed emozionante; tra la società e i supporter giallorossi si erano raffreddate le comunicazioni e infatti furono proprio i tifosi a chiedere un incontro con la proprietà per sapere quale sarebbe stato il futuro del Lecce; in quell’occasione, non vennero accettati i giornalisti, a dimostrazione di un certo distacco creatasi tra le due parti. In tutto questo, l’elemento più scuro è rappresentato dal processo per frode sportiva per la quale è indagata la famiglia Semeraro, sicuramente non il modo migliore per uscire di scena.

Viene definito così la prima metà del futuro del calcio leccese, l’altra riguarderà l’inchiesta del calcioscommesse che potrebbe avere brutte ripercussione per la società giallorossa; di certo, si ricomincerà dal basso (serie B o Lega Pro) sotto la guida societaria di Savino Tesoro, imprenditore originario di Spinazzola e residente a Busto Arsizio, e con l’apparente indifferenza dell’imprenditoria leccese e salentina.

Ad ogni modo, Tesoro adesso deve subito muoversi per ridare fiducia ai tifosi e garantire una squadra quanto più competitiva, che sia seria B o Lega Pro; dopo la risoluzione dei contratti del vecchio staff tecnico, sono già circolati i primi nomi papabili per la panchina del Lecce: Lerda e il leccese Moriero (nella foto a destra) sono le piste più calde al momento, mentre il magliese Toma sembra essere stato individuato come l’uomo giusto per guidare i salentini in caso di retrocessione in Lega Pro.

mercoledì 20 giugno 2012

L'U.S. Lecce tra i Tesoro e il Comune


Sono giorni di tensione in casa giallorossa. Entro fine mese è prevista la conclusione della trattativa per il passaggio della proprietà dell’U.S. Lecce dalla famiglia Semeraro all’imprenditore Savino Tesoro (nella foto in basso). 


Le negoziazioni sono ben avviate e Giovanni Semeraro è fiducioso in una positiva chiusura dell’operazione di vendita. Il punto interrogativo principale riguarda piuttosto le possibili implicazioni dell’inchiesta sul calcioscommesse che ha coinvolto la società salentina in merito all’ormai famoso derby Bari-Lecce del 2011. Nel caso la giustizia sportiva dovesse spedire il Lecce direttamente in Lega Pro (e purtroppo si tratta di un’ipotesi non così remota), la trattativa tra i due imprenditori potrebbe subire una battuta d’arresto; Giovanni Semeraro ha infatti ammesso che esistono delle non indifferenti distanze economiche tra le parti nell’eventualità che dovesse materializzarsi questa ipotesi. Il fatto che Tesoro si sia reso disponibile a trattare l’acquisto del Lecce anche in caso di doppia retrocessione rappresenta ad ogni modo un elemento assolutamente positivo per il futuro del calcio giallorosso.


Giovanni Semeraro (nella foto qui a sinistra) non tornerà indietro e in caso di mancato raggiungimento di un accordo metterà in liquidazione la società e affiderà il titolo sportivo al sindaco di Lecce, Paolo Perrone; di questo si è discusso lo scorso 18 giugno in un incontro tenutosi a Palazzo Carafa proprio tra la proprietà dell’U.S. Lecce e il primo cittadino del capoluogo salentino. Perrone ha dato la sua disponibilità nel caso la trattativa dovesse fallire, ma come condizione ha posto lo sgravio del debito della società, di circa sei milioni di euro. Il sindaco vorrebbe poi cedere a costo zero la società ad una cordata di imprenditori e in questo senso ha già preso contatti con alcuni soggetti, molti dei quali si sarebbero dimostrati interessati, almeno stando a quanto espresso da Perrone.


Il primo cittadino leccese (nella foto a destra) tranquillizza comunque i tifosi giallorossi: “Il calcio a Lecce non morirà. Non solo perché sono un tifoso, ma anche perché il calcio è un ottimo veicolo di promozione della nostra città”.


Intanto la società ha iniziato le operazioni di smantellamento, non rinnovando i contratti di alcuni membri dello staff tecnico, a cominciare dall’ex allenatore Eusebio Di Francesco, per il quale si era ventilata una nuova assegnazione della panchina giallorossa.


Non resta che aspettare ancora qualche giorno per conoscere quale sarà il futuro dell’U.S. Lecce…Giustizia sportiva permettendo.

martedì 22 maggio 2012

Anche Specchia Gallone resta vicino ai giallorossi

Mentre l’imprenditore Tesoro è atteso nelle prossime ore a Lecce per formalizzare con i Semeraro il passaggio di consegna della società giallorossa, le sorti della squadra salentina sono ancora avvolte nel mistero. Il velo sul futuro dell’U.S. Lecce sarà comunque tolto in tempi che non dovrebbero essere eccessivamente lunghi.

In questa atmosfera di assoluta incertezza, il tifo e l’affetto dei tifosi sono gli unici elementi su cui la società può ancora contare, forse le basi da cui ripartire subito dopo le sentenze della giustizia sportiva. Da oggi, anzi, la squadra giallorossa potrà avvalersi di un nuovo gruppo di tifosi pronti a offrire il proprio incondizionato sostegno: parliamo della sede di Salento GialloRosso di Specchia Gallone; l’inaugurazione è avvenuta lo scorso 27 marzo, proprio nel periodo in cui il difensore Masiello saliva agli onori delle cronache con le confessioni che da lì a poco avrebbero inguaiato anche la società salentina.
Ospiti d’eccezione della serata, il team coordinator Mario Zanotti e soprattutto il capitano leccese Guillermo Giacomazzi, la cui presenza ha dato lustro ai festeggiamenti e soprattutto alla stessa nuova sede di Salento GialloRosso.

Qualunque sarà il futuro prossimo del Lecce, i tifosi di Specchia Gallone promettono di non abbandonare la propria squadra, garantendo lo stesso caloroso e sincero affetto per il colori giallorossi.

mercoledì 16 maggio 2012

Le lacrime del Lecce … Gioie e dolori



Il campionato di calcio 2011/2012 è terminato; la Juventus è tornata vincente, il Milan si è dovuto accontentare, l’Udinese si è confermata squadra di alto livello, Inter e Roma hanno bisogno di essere rifondate. E il Lecce? Beh … I giallorossi tornano a casa con le ossa rotte; la compagine salentina non è riuscita a guadagnarsi la salvezza e retrocede in serie B dopo due anni di permanenza nel massimo campionato. Eppure l’esaltante finale di stagione aveva fatto ben sperare: i giallorossi hanno sfiorato una storica remuntada portandosi ad un solo punto dalla salvezza, quando nessuno ci avrebbe scommesso, fino a qualche settimana prima.



Merito sicuramente delle rivelazioni Muriel e Cuadrado e dei sempre affidabili Giacomazzi e Di Michele, ma questa bellissima (anche se inutile) cavalcata reca con sé il marchio del tecnico Serse Cosmi ( nella foto, tratta da "Il Nuovo Quotidiano di Puglia") subentrato a dicembre ad Eusebio Di Francesco. Il carattere, la grinta, il carisma che da sempre caratterizza l’allenatore perugino ha contagiato la tifoseria leccese e salentina, facendo di Cosmi un’icona del popolo giallorosso. Il “mister” giallorosso non è rimasto tuttavia indifferente all’affetto dei suoi nuovi tifosi,  soprattutto nelle ultime giornate di campionato, dimostrando di sentirsi parte del popolo leccese. Ne sono la riprova le lacrime del rude tecnico umbro durante l’acclamazione che tutto il “Via del Mare” gli ha riservato, nonostante la sconfitta con la Fiorentina che aveva ridotto ad un lumicino le speranze di salvezza.



E Cosmi lo ha espresso a chiare lettere quando, al termine della sconfitta col Chievo che ha sancito la retrocessione, si è avvicinato ai suoi tifosi con una maglietta che recita Stu core nu bbu lassa mai!.


Per il Lecce adesso è finito il tempo della lacrime e della commozione. Ora come mai si deve cominciare a lavorare subito per un futuro che si presenta incerto. Se infatti la serie B è adesso una triste realtà, lo spettro della Lega Pro si sta presentando con contorni abbastanza definiti. Le dichiarazioni di Andrea Masiello che ha confessato la combine di Bari-Lecce del 15 maggio 2011 hanno messo nei guai anche la società salentina. Stando alle cronache di questi giorni, l’imprenditore Carlo Quarta avrebbe consegnato all’ex difensore barese una valigetta contenente 230mila euro necessari per convincerlo a regalare un autogol alla squadra giallorossa. Resta ora solo da capire quali siano i rapporti di Quarta con la società salentina e per questo motivo sono già stati messi sotto la lenta i conti bancari di Pierandrea Semeraro. Se dovesse essere dimostrato il coinvolgimento della società giallorossa nella vicenda, la Lega Pro forse sarebbe uno dei mali minori. Da circa un anno infatti i Semeraro sono in trattativa con la famiglia Tesoro per il cambio di guardia nella proprietà dell’US Lecce e in caso di retrocessione in Lega Pro le negoziazioni non continuerebbero, come affermato dagli stessi Tesoro con la famiglia Semeraro che ha già lasciato la società. 
Il futuro del Lecce sta abbandonando il vivace giallorosso e si sta colorando di nero.


E per consolarci, non basteranno l’affetto e le lacrime del grande Serse!