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lunedì 18 giugno 2012

Minervino di Lecce: cittadinanza e gruppi politici divisi sulla nuova “Villa” comunale. Parte la consultazione popolare sul web.

Il progetto di riqualificazione della “Villa” comunale di Minervino di Lecce è in questi giorni al centro di una battaglia politica vera e propria che ha dapprima diviso i due gruppi politici locali durante le sedute dell’assise comunale e oggi divide gli stessi cittadini del comune salentino che si stanno esprimendo attraverso una consultazione popolare, tra favorevoli e contrari ai lavori per la “Villa”. Ma si tratta di una consultazione non convenzionale, che avviene sul web. Vediamo tutti i dettagli dal principio.  
Il rendering della riqualificazione dei giardini pubblici di Minervino di Lecce (Ph. Tag Press)



                                                                                         E’ un intervento di riqualificazione per i giardini pubblici di Minervino compresi tra via Fiume e via A.Moro al centro dell’attenzione. Il progetto prevede il rifacimento della pavimentazione e il ripristino di aiuole e spazi verdi, la messa in sicurezza dei passaggi pedonali con la creazione di nuovi marciapiedi e la costruzione ex novo di un chiosco bar e l’illuminazione pubblica con un sistema a led. Il progetto vuole inoltre di creare uno spazio di incontro (“Incontro” è infatti il titolo del progetto visibile nei dettagli al sito internet del comune di Minervino) tra le diverse generazioni che fruiscono dei giardini comunali: i bambini avranno un’area dedicata con verde e recinzioni per giocare in sicurezza; il progetto prevede anche aree per giovani, adulti e anziani. Ma c’è anche la missione di raccordare i giardini al resto del centro abitato e alle piazze circostanti, Piazza Umberto I e Piazza 4 Novembre, già interessate a lavori di recupero durante i due mandati del sindaco Ettore Caroppo. Il tutto per un importo complessivo di 200mila euro, derivanti dalla cassa depositi e prestiti comunale. Il progetto, già vagliato in sede di consiglio comunale ha già avuto il voto favorevole della maggioranza dell’assise.

Una notturna del centro di Minervino (Ph. Tag Press)
Non così per il gruppo consiliare di minoranza che si è detto sfavorevole sin da subito ad un intervento considerato troppo oneroso dal punto di vista economico. Lo scorso 18 maggio infatti durante una assemblea pubblica voluta dall’ opposizione e tenutasi in piazza 4 novembre è stata presentata una controproposta per un intervento che farebbe spendere al comune un quarto dell’importo previsto, ovvero 50mila euro.  E dopo una battaglia di manifesti tra i due gruppi politici cittadini che invece di incontrare le due idee contrapposte, sembrano aver accentuato ancor di più la divisione, si è giunti dapprima alla raccolta firme e poi alla consultazione popolare per far decidere dai cittadini quale sia la scelta migliore.
C’è dunque tempo fino al 25 giugno prossimo per firmare la petizione e per manifestare il proprio consenso o la propria contrarietà sui lavori per la “Villa comunale” e lo si può fare sia presentandosi al Municipio cittadino oppure collegandosi al sito internet del Comune di Minervino, dove nella sezione sondaggi, nel menù in basso a destra, si può votare.
La scelta del sondaggio, che sintetizza in poche battute mesi di scontri politici è sul : “Progetto di riqualificazione dei giardini pubblici nel capoluogo, all’incrocio di via Fiume con via A.Moro” si legge nel sito e sono due le preferenze: “Favorevole a che l’Amministrazione Comunale porti avanti il progetto di riqualificazione della Villa Comunale per un Importo di €. 200 mila da contrarre con mutuo Cassa Depositi e Prestiti” oppure “Non favorevole al progetto di riqualificazione della Villa Comunale così come proposto dall’Amministrazione Comunale perché ritengo che quanto proposto dalla Minoranza, cioè spendere 50 mila euro, sia una spesa più che sufficiente”. Nel caso in cui la popolazione dovesse bocciare le scelte della maggioranza, il Sindaco Caroppo ha fatto sapere attraverso un manifesto che darà incarico all’opposizione per guidare l’intervento a costi ridotti.   

Il Municipio di Minervino (Ph.Tag Press)

Minervino di Lecce non è nuovo a queste consultazioni “dal basso”: si deve ad un’operazione analoga (il voto sul sito internet del comune) la scelta di colorare di una tinta tra il fucsia e il “rosa Schiapparelli” (peraltro molto in voga in questa stagione) la facciata del Mercato Coperto di Minervino, rispettando così le scelte estetiche della comunità minervinese espresse sul web. 

Questa operazione ha già avuto molto successo sulla rete: a partire dal primo voto registrato lo scorso 14 giugno alle ore 08:43, sono già 369 i votanti alle ore 10 di oggi, 18 giugno: il 50,9% e cioè 188 votanti non sono favorevoli all’intervento, mentre il 49% e quindi 181 votanti sono favorevoli.  
Non resta dunque che esprimere il proprio "voto digitale" se si ha a cuore la sorte della "Villa" di Minervino (anche per chi è lontano e vuole esprimere il proprio parere) e partecipare così ad un nuovo esperimento di democrazia diretta attraverso il web che sempre più sta contagiando il mondo della politica.

sabato 16 giugno 2012

Firmate la petizione per l'equo compenso nel lavoro giornalistico

    Il mondo del giornalismo è vicino ad un punto di svolta e questo lo dobbiamo, come risaputo, agli imminenti adeguamenti obbligatori fissati dal Ministro Tremonti nel decreto 138 del 2011 e dalle successive misure previste nel recente maxiemendamento del Governo Monti. La professione del giornalista verrà certificata attraverso l’esame di Stato, per sostenere il quale, i candidati dovranno possedere una laurea e aver svolto un tirocinio di 18 mesi. Chi al 13 agosto 2012 (la “scadenza” fissata da Tremonti nel 138 del 2011), è già iscritto nell’ elenco dei pubblicisti o dei professionisti manterrà il proprio stato. È prevista però una sanatoria per i pubblicisti che lavorano di fatto come professionisti che vogliono sostenere l’esame di stato. La riforma rende obbligatorio per tutti gli iscritti l’aggiornamento professionale in forma continuativa con la modalità dei crediti formativi, secondo quanto viene imposto dal decreto Tremonti.

    A questo "rigore" per l'accesso alla professione giornalistica, da molte parti vista come una delle "caste" italiane (forse anche per questo una delle poche professioni interessate da una "liberalizzazione" come quella del ministero Tremonti )  non si accompagnano però misure adeguate di tutela dei lavoratori del mondo della carta stampata. Questo è ciò che traspare ad esempio dalle esperienze dei giornalisti ed operatori leccesi, da mesi ormai riconducibili allo slogan "L'informazione non è un hobby". La vicenda del licenziamento del Cameraman Vincenzo Siciliano (qui abbiamo ricostruito la sua storia) è stata solo la valvola di sfogo di una situazione tollerata per troppo tempo e che finalmente è venuta allo scoperto. 

    Giovani giornalisti, tecnici di ripresa, montatori e operatori a vario titolo del mondo della carta stampata nel Salento (ma la situazione pare essere così in tutta Italia) firmano con i loro editori contratti precari che spesso vengono disattesi; i ritardi nei pagamenti dei compensi sono all'ordine del giorno, tanto che c'è chi lavora addirittura gratis. Non c'è nessuna possibilità di crescita all'interno delle redazioni dei giornali locali, tanta fatica, pochi soldi e poca riconoscenza. E nessuna possibilità di reclamare i propri diritti con i datori di lavoro, pena il licenziamento. Il mondo del giornalismo leccese è in stato di agitazione da più di un mese riunito idealmente nell' "Assemblea Informazione Precaria" (Qui tutti i dettagli, nel nostro precedente articolo). Ma quali saranno i risultati?

    Da più di una settimana inoltre, al sito www.petizionionline.it è partita la petizione dal titolo "Chiediamo la rapida approvazione della legge sull'equo compenso nel lavoro giornalistico" che riporta lo slogan della protesta leccese ( il riquadro arancio con la scritta "L'informazione non è un hobby") e il testo della petizione indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, l'On. Mario Monti e al suo vice, il Presidente del Senato, On. Renato Schifani. La petizione, lanciata lo scorso lunedì 11 giugno, ha superato le 150 firme in una sola giornata; ad oggi sono più di 500 le firme per chiedere un equo compenso sul lavoro giornalistico. 


    La petizione, in sostanza chiede di sbloccare il disegno di legge 3233 recante le norme per promuovere l'equità retributiva nel lavoro giornalistico, bloccato presso la Commissione Lavoro del Senato da più di due mesi, dopo il voto della Camera: "L'informazione è un diritto primario dei cittadini, garantito dall'articolo 21 della Costituzione- è l'incipit della petizione- I giornalisti devono assicurarlo per fornire alla società i necessari elementi di conoscenza per una crescita democratica e sociale. Per farlo devono essere liberi da qualsiasi condizionamento, rispondendo solo alla loro coscienza e alle leggi dello Stato. Questa libertà oggi non c'è perché, usando le non contestate difficoltà del settore, la gran parte degli editori sfrutta i giornalisti retribuendoli con compensi da fame che si trasformano di fatto in un ricatto permanente. Pochi euro per articolo non garantiscono né la qualità dell'informazione né la necessaria libertà dei giornalisti.- continuano i promotori della petizione e senza giri di parole si rivolgono al Governo Monti in nome dei suoi obiettivi di ricrescita -
Un governo che vuole creare nel Paese le condizioni per una nuova moralità non può guardare dall'altra parte o, peggio, ostacolare il percorso della legge sull'equo compenso, già approvata dalla Camera dei Deputati con voto unanime e ora ferma al Senato. Il governo non può rendersi complice di questa nuova schiavitù, mentre distribuisce milioni di euro di provvidenze ad editori che sfruttano i sogni di migliaia di giovani di tante età e rubano il diritto dei cittadini alla verità- concludono i promotori descrivendo un sistema collaudato di sfruttamento di una professione altamente specializzata, vista ormai come nuovo modello di schiavitù- Con questa raccolta firme le chiediamo uno sforzo affinché la Commissione Lavoro proceda in tempi rapidi all’approvazione della Legge che crediamo sia una risposta morale alla schiavitù del precariato selvaggio."
Firma anche tu la petizione on line qui.  
 

venerdì 15 giugno 2012

Le Vele di Legambiente premiano Melendugno; Porto Miggiano condanna Santa Cesarea Terme

Per il calendario mancano ufficialmente ancora sei giorni, ma le temperature climatiche indicano ormai da tempo che l’estate è tornata a scaldare il territorio salentino; e quando si parla di estate non si può non fare pronostici su quali saranno le mete più gettonate dai turisti che scelgono la nostra provincia come sede delle proprie vacanze. Un ottimo criterio di valutazione in questo senso può essere rappresento dal numero di “Vele” che Legambiente tradizionalmente assegna alle località costiere italiane e che vanno a costituire la cosiddetta Guida Blu; l’edizione 2012 di questo “vademecum estivo” è stata presentata ieri mattina a Bari da Legambiente e da Touring Club Italiano.
Una panoramica di S.Cesarea dal Belvedere. (Photo Tag Press)


Le “Vele” sono state istituite per premiare quei comuni che si sono distinti per la qualità dei servizi turistici e per la salvaguardia ambientale. Dall’incontro di ieri è emerso che la Sardegna resta salda al primo posto con quattro località premiate con il punteggio massimo (5 vele) e con la media più alta (3,5 vele). Tra i singoli comuni, il primo posto in assoluto è stato invece assegnato all’isola Santa Marina Salina (Me) delle Eolie, alla quale è stato riconosciuto il merito di essersi impegnata nella cura del territorio attuando efficaci politiche energetiche e di gestione dei rifiuti. La Puglia si attesta al secondo posto dietro la Sardegna e anche il Salento fa incetta di riconoscimenti; la nuova leader salentina è Melendugno che con le sue 5 vele toglie lo scettro a Otranto che si ferma a 4, come Diso, Nardò e Castro. Il Comune di Potì si colloca al 10° posto nazionale; ottima anche la 13esima posizione della brindisina Ostuni, anch’essa premiata con 5 vele.


Una visuale dei lavori a Porto Miggiano (Photo Tag Press)
Delusione invece per Santa Cesarea Terme, dopo gli entusiasmi dei mesi scorsi, quando venne inserita per la prima volta all’interno di questa graduatoria; la rinomata località termale, tra le mete salentine privilegiate dai turisti, è stata premiate con sole 2 vele e le ragioni indicate dal presidente regionale di Legambiente, Francesco Tarantino, pesano quanto un macigno: “La causa è da ricercarsi nello scempio fatto sul litorale di Porto Miggiano”; proprio l’elemento sul quale sin dall’inizio gli ambientalisti salentini si era aggrappati per contestare l’inserimento di Santa Cesarea tra le località prese in considerazione da Legambiente, nonché motivo di costanti e feroci polemiche ormai da anni. E mentre il sindaco Cretì continua ad affermare l’assoluta regolarità degli interventi di consolidamento del costone roccioso, si attendono le reazioni dei cittadini e degli ambientalisti. Tagpress resterà ancorato alla vicenda.

sabato 26 maggio 2012

Otranto presenta la nuova Giunta, tutte le novità

Una panoramica di Otranto. Photo Tag Press
Nel pomeriggio dello scorso 25 maggio presso la sede Municipale di Palazzo Melorio, in via Basilica a Otranto si è celebrato il primo consiglio comunale della seconda esperienza amministrativa del Sindaco Luciano Cariddi. Tra i punti all'ordine del giorno la presentazione della squadra di governo cittadino e l' assegnazione delle deleghe ai nuovi assessori e consiglieri. Dopo i risultati del voto del 6 e 7 maggio infatti la squadra amministrativa si presenta confermata nei nomi ma rinnovata nelle deleghe e responsabilità dei nuovi eletti le cui competenze sono state ratificate dal consiglio comunale.

Ma vediamo nei dettagli: la nuova giunta Cariddi avrà un vicesindaco donna, Lavinia Puzzovio cui sono state assegnate le deleghe alla Solidarietà Sociale , Lavoro e Istruzione , Cultura e Identità Territoriale; Daniele Merico avrà le deleghe assessorili al Turismo , Polizia Municipale , Politiche Agricole e della Pesca , Commercio , Artigianato; Gianfranco Stefano si occuperà dell'assessorato al Tempo Libero , Sport , Decoro e Bellezza Urbana; a Michele Tenore va l'assessorato all' Urbanistica , Politiche Ambientali , Opere e Lavori Pubblici. Ai consiglieri che completano la rosa di governo cittadino vanno inoltre delle deleghe di valenza strategica per la Città dei Martiri. Grazie all'apporto di Francesco Vetruccio verranno sviluppate le politiche dela portualità, del demanio marittimo e Mediterraneo; ad Antonio Schito le deleghe relative al contenzioso e agli affari generali. Al consigliere Fernando Coluccia il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale. Il gruppo di opposizione, dopo le dimissioni di Corrado Sammarruco, formalizzate all'indomani del risultato elettorale sarà formato da Francesco Bruni, già sindaco di Otranto e consigliere provinciale in carica, Tommaso De Benedetto e Leonardo Salzetti.





martedì 22 maggio 2012

Anche Specchia Gallone resta vicino ai giallorossi

Mentre l’imprenditore Tesoro è atteso nelle prossime ore a Lecce per formalizzare con i Semeraro il passaggio di consegna della società giallorossa, le sorti della squadra salentina sono ancora avvolte nel mistero. Il velo sul futuro dell’U.S. Lecce sarà comunque tolto in tempi che non dovrebbero essere eccessivamente lunghi.

In questa atmosfera di assoluta incertezza, il tifo e l’affetto dei tifosi sono gli unici elementi su cui la società può ancora contare, forse le basi da cui ripartire subito dopo le sentenze della giustizia sportiva. Da oggi, anzi, la squadra giallorossa potrà avvalersi di un nuovo gruppo di tifosi pronti a offrire il proprio incondizionato sostegno: parliamo della sede di Salento GialloRosso di Specchia Gallone; l’inaugurazione è avvenuta lo scorso 27 marzo, proprio nel periodo in cui il difensore Masiello saliva agli onori delle cronache con le confessioni che da lì a poco avrebbero inguaiato anche la società salentina.
Ospiti d’eccezione della serata, il team coordinator Mario Zanotti e soprattutto il capitano leccese Guillermo Giacomazzi, la cui presenza ha dato lustro ai festeggiamenti e soprattutto alla stessa nuova sede di Salento GialloRosso.

Qualunque sarà il futuro prossimo del Lecce, i tifosi di Specchia Gallone promettono di non abbandonare la propria squadra, garantendo lo stesso caloroso e sincero affetto per il colori giallorossi.

Salento alle urne: ecco i vincitori dei cinque comuni al ballottaggio.

L’elettorato degli ultimi cinque comuni salentini al rinnovo delle amministrazioni locali si è espresso e noi abbiamo i risultati. Casarano, Galatina, Gallipoli, Galatone e Tricase sono i comuni salentini con più di 15mila abitanti dove domenica e lunedì scorsi si è celebrato il secondo turno per le elezioni amministrative. Un dato su tutti, che riprende le stime nazionali è il grande astensionismo che ha interessato tutte e cinque le realtà leccesi. In alcuni casi nemmeno il 50 per cento dei votanti è tornato alle urne, un numero che fa tornare a parlare di abbandono della politica da parte dei cittadini nelle manifestaizoni più prossimi a questi, quali appunto le amministrative.
Meno di un cittadino su due sarebbe dunque tornato ad esprimere le sue preferenze nel secondo turno, chi distratto dal clima, chi per disinteresse o per svogliatezza di tornare alle urne e di sicuro chi non crede più nella politica come espressione della volontà popolare. 
Ma vediamo il dettaglio comune per comune.
A Casarano vince Gianni Stefano con il Pdl, Ccd, Puglia prima di tutto e i Verdi; a Galatina è Cosimo Montagna il nuovo sindaco con Partito democratico, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della sinistra e Idv; Francesco Errico è il nuovo sindaco di Gallipoli con una formazione mista tra Partito democratico e Udc; a Galatone vince Livio Nisi presentatosi con il PdL e due civiche e infine a Tricase vince Antonio Coppola con Partito democratico, Sel e due civiche.
Concludiamo così il nostro “bignami” sulle amministrative (qui i risultati del primo turno). Ora giungeranno gli insediamenti dei sindaci e le nomine degli assessori.   

lunedì 21 maggio 2012

Forum Ambiente e salute denuncia demolizioni sulla Ss 16

Dal profilo Facebook di Forum Ambiente e Salute arriva una eclatante denuncia: secondo gli ambientalisti che corredano di immagini fotografiche e coordinate geografiche la già dettagliata denuncia, qualcuno starebbe compiendo ciò che solo a prima vista sembra un atto di vandalismo sulle antiche costruzioni rurali presenti sul tratto della Statale 16 che sarà interessato dall'ampliamento. Trulli, Pajare e muretti a secco realizzati secondo le antiche tecniche dell'edilizia rurale salentina situati nelle adiacenze della strada stale 16 secondo la denuncia del Forum, sarebbero a rischio di abbandono a causa degli espropri o di demolizione ove ostacolino l'ampliamento della SS 16. Questo perché non si sarebbe progettato un intervento di ricollocazione di tali manufatti in altre aree lontane dalla Maglie-Otranto, magari negli stessi fondi ove questi troverebbero la loro attuale collocazione. La denuncia che per il momento riguarderebbe un unica costruzione (riportata nella foto di Facebook di Forum Ambiente e Salute) vuole esortare ancora di più il Prefetto di Lecce e la Soprintendenza ai Beni Culturali Paesaggistici Archeologici e Architettonici di Puglia a vederci chiaro nella spiacevole vicenda che rischia di cancellare dal nostro paesaggio le caratteristiche costruzioni rurali, patrimonio storico, ambientale e culturale di ciascuno di noi.

Ecco il testo integrale: "Dopo il taglio abusivo di centinaia di ulivi, oggi anche si registra amaramente quella che potrebbe essere la demolizione esecrabile, vandalica, delle antiche abitazioni rurali e dei trulli, là dove è previsto l’allargamento contestato della Strada Statale 16 Maglie-Otranto, su suoli già semi-espropriati a tal fine! Nonché il totale taglio di altre specie di alberi, dopo gli ulivi, come i noci!- si legge nell' allarmante post di denuncia firmato da Forum Ambiente e Salute e diffuso nella giornata di oggi su Facebook-Tutto dunque, meno che quella “cantierizzazione virtuosa” auspicata dal Prefetto di Lecce e dalle associazioni ambientaliste in merito all’opera di allargamento della nuova SS 16, al suo progetto e alla sua esecuzione! Solo fino a pochi mesi fa, era integro il tetto di un’ antica preziosa casa rurale a pianta rettangolare realizzata in blocchi informi di pietra viva e alcuni blocchi squadrati, tenuti insiemi da intercapedini e meati riempiti di terra rossa e bolo, come nell’uso antico; tutto integro, come documentano anche le foto di GoogleMaps, ma fino appunto a poco tempo fa!- E qui i dati dettagliati sulla costruzione rurale che ha fatto scattare il campanello d'allarme- Ieri, 20 maggio 2012, l'amaro spettacolo che si è presentato agli occhi dei passanti è stato quello di un edificio diroccato nella parte superiore, con segni freschissimi delle avvenute semi-demolizione vandaliche o accidentali da incuria; tetto sfondato, e demolizione di quasi tutte le cornici superiori perimetrali della loggia, realizzate in blocchi della tipologia “chianche” squadrate realizzate in "pietra leccese"! L’antico edifico ferito, ma ancora ben recuperabile, sembra sanguinare alla vista della terra rossa messa in luce tra le pietre dal colorito novello sulle superfici che sin ora non erano mai esposte all’esterno, e dunque all’attecchimento dei muschi e licheni!"

"Tutto meno che quanto previsto nella cantierizzazione virtuosa dell’ opera di allargamento della nuova SS16, ovvero la cura e tutela dei beni culturali, archeologici e architettonici lì presenti, e eventualmente progetti di smontaggio e rimontaggio poco oltre degli antichi abituri, con un lavoro meticoloso bene eseguito con il coinvolgimento di maestranze locali specializzate nell’architettura della pietra a secco!- esortano dal Forum chiedendo il coinvolgimento delle autorità locali- Della spiacevole scoperta si vuole informare d’urgenza il sensibile Prefetto di Lecce e la Soprintendenza ai Beni Culturali Paesaggistici Archeologici e Architettonici di Puglia perché si approntino le procedure di restauro della struttura abitativa antica nel rispetto della sua forma, materiali e tecniche costruttive, e si proceda al suo dovuto vincolo in quanto antico edifico rurale e testimonianza storica! Vincolo da estendere e valevole per tutti gli altri edifici consimili a rischio. Gli scempi subiti dagli ulivi ed altri alberi sui suoli semi-espropriati per la nuova SS16, tagliati-abbattuti, o capitozzati, o potati selvaggiamente, per ricavarne abusivamente legno, fanno temere, possibili atti di ignoti volti a demolire persino i beni culturali ricadenti sui suoli già semi-espropriati, di fronte alla vista del crollo-abbattimento del tetto di questo edificio antico!"

La Denuncia infine si arricchisce di descrizioni, dati e coordinate geografiche: "L’edificio sorge a pochi metri di distanza dal ciglio della SS16, sul suo lato destro percorrendola da Maglie verso Otranto, a circa 100 metri prima della svolta per il centro abitativo di Bagnolo del Salento.


Le coordinate della antica struttura rurale sono
Latitudine: 40° 7'26.47"N
Longitudine: 18°19'46.60"E


Dal confronto con le foto Googlemaps si è constatata persino la recente totale scomparsa di un alto albero di noce che sorgeva nei pressi della struttura! Un'altra vittima, probabilmente, come gli ulivi lungo la SS16, dei tagli assassini volti a fare legno dagli alberi, anziché approntare quegli espianti e trapianti virtuosi degli alberi, a loro salvataggio, come previsto in un’ opera di “cantierizzazione virtuosa” per la SS16!"

"Quanto sta avvenendo lungo la SS16 sa poco, o meglio nulla, di virtù, e molto di tutt’altro, in uno Stato che pare ormai localmente assente ai suoi doveri di tutela e protezione del territorio e dei cittadini che lo abitano!" sono le amare conclusioni degli ambientalisti che tornano ad esortare le autorità per un intervento pronto e fattivo al fine di scongiurare altri danni simili a quelli denunciati- Da qui anche l’appello fiducioso e pieno di speranza rivolto anche al Prefetto di Lecce, perché la speranza e la fiducia nelle istituzioni non possono che trasmettersi e rafforzarsi, nei cittadini, solo vedendole operare per il risanamento del territorio, la sua protezione, rinaturalizzazione, restauro, rispetto; non vedendole invece divenire, come spesso sta disdicevolmente avvenendo, enti di devastazione persino avversi ai cittadini, e alle costituzionali richieste di tutela del paesaggio, avanzate da questi, recando in mano la stessa nostra Carta Costituzionale, che nel suo articolo 9, tra i primi principi della Repubblica, pone proprio la tutela del paesaggio storico-naturale della Nazione e dei suoi beni culturali, a cui tanto si legano la qualità di vita ed il riconoscimento dell'identità di una nazione!" concludono dal Forum Ambiente e Salute. Tag Press è in attesa di maggiori informazioni e dettagli sulla vicenda che non mancherà di approndire.

giovedì 17 maggio 2012

Il giornalismo leccese in fase di stallo. Fine delle trasmissioni?

  Il mondo dell’informazione leccese è ad un punto di svolta epocale. Il fermento che in questi giorni agita giornalisti, operatori, tecnici, pubblicitari, lavoratori della stampa e della televisione salentina dovrà portare ad un cambiamento. Non si può più rimandare l’impellente necessità di uscire dagli schemi che legano da troppo tempo i professionisti dell’informazione ad un precariato senza via d’uscita o al sogno di un contratto vero.
  Quello che viene descritto è un panorama fatto di ritardi nei pagamenti, di lavoro gratis con la promessa di qualche riconoscimento che non arriva quasi mai. Sono passati dieci giorni dal licenziamento di Vincenzo Siciliano ( qui i dettagli ), il cameraman che dopo aver denunciato su Facebook i suoi 9 mesi di stipendi non pagati si è visto mandare a casa per “ristrutturazione aziendale”.
  E questo fatto ha scatenato la solidarietà e il sostegno per l’operatore diventato simbolo del precariato dell’informazione leccese.
  La mobilitazione della categoria è partita subito. I giornalisti e gli operatori leccesi hanno preso coraggio e si sono finalmente incontrati e confrontati,  scoprendo lo stato di precarietà generalizzata in cui tutti versano da tempo. C’è chi non viene pagato da 2 mesi, chi da 6 o chi addirittura da 9 mesi. La presa di coscienza di una classe di lavoratori altamente specializzata, con anni di gavetta alle spalle e tutti i titoli e i numeri giusti per svolgere un lavoro all’altezza di ogni situazione ha portato alla costituzione di una “assemblea sull’informazione precaria”. E’ così che quasi spontaneamente è stato chiamato il fermento che unisce finalmente centinaia di giovani lavoratori precari dell’editoria e dell’informazione locale. E’ stata la scoperta di quello che è sembrato un sistema ben collaudato. Sembra quasi che l’informazione locale sia legittimata a sfruttare senza rendere conto a nessuno  la passione e la dedizione, gli anni di studio e formazione, la gavetta e persino le energie vitali delle giovani menti che permettono agli editori di andare in televisione, in edicola o sul web ogni giorno. L’assemblea sull’informazione precaria ha detto basta. E sono iniziati gli incontri, la concertazione e sono partite le vertenze.
  Dopo due vertici, uno tenutosi presso l’Open space di Piazza Sant’Oronzo, l’altro presso la Prefettura del capoluogo salentino, si è ancora tutti di fronte ad un punto di domanda: quale sarà il futuro del mondo della comunicazione leccese? Tanti gli scenari rappresentati sullo sfondo di una crisi del settore e si parla già di cassa integrazione per i lavoratori, di mobilità per i giornalisti. Una sola strategia sembra essere possibile oltre agli incontri e alla sensibilizzazione: quella della vertenza aperta per chi non riceve gli stipendi da mesi. E in mezzo c’è la grande incognita per il passaggio al digitale terrestre. L’incontro di Piazza Sant’Oronzo ha fatto incontrare gli esponenti della politica locale con l’ “assemblea”. Non c’erano solo i rappresentanti del consiglio comunale ma anche i parlamentari, senatori e consiglieri regionali e provinciali e si sono confrontati con l’informazione locale, supportata dai rappresentanti dell’Ordine dei giornalisti e dai sindacati della stampa. Qui i politici hanno capito che gli operatori che li riprendevano fino a quel momento e i giornalisti che li avevano intervistati poche ore prima non avevano un contratto o non venivano pagati. Ed è nata l’idea delle vertenza che ha confermato lo stato di agitazione di una intera categoria di centinaia di lavoratori. Dunque il vertice in Prefettura, dove la stampa leccese ha incontrato i rappresentanti dell’ordine pubblico, le sigle sindacali e ha formalizzato al Prefetto Giuliana Perrotta lo stato di agitazione. E’ stato il primo incontro del genere in Italia e forse servirà da esempio per il resto del Paese, il tavolo di concertazione in Prefettura tra sindacati, editori e direttori delle testate locali. Fuori dalla porta i giornalisti, gli operatori e i fotografi dell’assemblea sull’informazione precaria che insieme alle loro mensilità non pagate e alle condizioni di lavoro precarie hanno aspettato un segnale, una presa di posizione, una risposta.
  Il prossimo appuntamento sarà con la Confindustria, dove ci sarà il confronto con i rappresentanti del settore degli investitori privati. Su tutta la vicenda incombe il grande salto verso il digitale terrestre che sembra rappresentare un’ ulteriore incognita per il già precario mondo dell’informazione salentina. Qualcuno dovrà cedere il passo, soccombere o “fare sistema” con gli altri. Il 25 maggio è previsto lo “switch off” per il quale non tutte le televisioni locali pare siano ancora pronte. Sarà la “fine delle trasmissioni”?

martedì 15 maggio 2012

E' tutto mare quello che luccica?

Un riconoscimento è sempre motivo per essere orgogliosi del proprio territorio e le quattro bandiere blu che quest anno la FEE, Federazione per l'educazione ambientale ha tributato al Salento sono un traguardo che riconferma l'appeal dei litorali salentini. Specie quando le quattro città insignite della bandiera blu sono rappresentative dei due versanti costieri: Melendugno, Otranto, Castro e Salve sembrano infatti rappresentare i quattro "punti cardinali" che ciascun turista o visitatore mette in agenda quando la sua destinazione è il Salento. 






Le quattro città salentine vengono così riconfermate per il secondo anno consecutivo come punti di eccellenza per ciò che attiene le conduzione sostenibile del territorio, frutto delle scelte politiche operate dalle amministrazioni locali circa l’ attenzione e la cura per l’ambiente. Ma anche per la purezza delle acque marine che devono risultare eccellenti ai fini della candidatura: indicatori dello stato di salute del mare sono anche, secondo i programmi internazionali FEE la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, la regolamentazione del traffico veicolare, la sicurezza ed i servizi in spiaggia.
La sicurezza e i servizi in spiaggia, criterio finale ma non trascurabile. Oltre alla salute delle acque e alla sicurezza della balneazione, aspetti che hanno carattere di pubblica utilità ( e certificati da enti pubblici quali la Guardia Costiera e i Carabinieri, oltre che dal Ministero delle Politiche agricole e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), parte del riconoscimento di tale merito proviene dall'aspetto privatistico della gestione delle coste. Infatti partners nazionali della FEE nel settore privato sono due sigle associative e sindacali rappresentative delle imprese di balneazione, una fondazione bancaria e una multinazionale del settore dei trasporti e automotive, parte della giuria che esamina ogni anno le candidature delle località balneari.
Questo ha necessariamente due chiavi di lettura: da una parte, gli enti pubblici (comuni premiati in primis) trovano il sostegno dei privati per certificare la bontà di litorali e acque marine, la salute di luoghi di villeggiatura che entrano in una classifica blasonata che occupa ogni anno importanti spazi nelle cronache nazionali; dall'altra,  i privati del settore della balneazione ricevono credito presso il pubblico (cioè tutti noi che facciamo le vacanze al mare) per il lavoro svolto. Almeno per un giorno il Salento ha dimenticato i problemi dell'erosione costiera, dello sbancamento delle dune e dei costoni rocciosi, i sequestri di strutture abusive sulle spiagge, della scarsa pescosità delle nostre acque e della crisi del settore pesca e chi più ne ha più ne metta. Ma noi non vogliamo fare i guastafeste, almeno per oggi e allora: "Tutti al mare!"       



lunedì 14 maggio 2012

Com' è facile negare un diritto

In questi ultimi giorni il mondo dell’informazione salentina si è schierato al fianco di Vincenzo Siciliano, il cameraman di canale 8 licenziato, ufficialmente per “ristrutturazione aziendale”, dopo aver lamentato su Facebook il mancato percepimento dello stipendio negli ultimi sei mesi, a cui si aggiungono due tredicesime. Vincenzo è diventato così il simbolo della protesta contro le poco note irregolarità di cui soffre il mondo del giornalismo, nonché delle difficoltà che la crisi sta provocando all’intero settore.( Per i dettagli vi rimandiamo qui ) . Questi però sono solo alcuni degli effetti di questo complicato periodo, quelli più ovvi e immediati; stanno invece passando in secondo piano altre pesanti criticità del settore che vanno ad interessare direttamente i cittadini e il loro diritto all’informazione.

Chi si trova a frequentare i locali della stazione ferroviaria di Lecce avrà sicuramente notato come, in questi ultimi giorni, l’edicola del posto presenti chiuse le porte del suo locale e di conseguenza abbia interrotto il servizio di vendita di riviste e giornali; ciò che però salta maggiormente all’occhio degli osservatori è il foglio di carta affisso sulla porta d’ingresso che spiega le ragioni di questa sospensione. Il “mancato spostamento dell’edicola in un locale  più centrale e più idoneo alla vendita” è la causa principale per la quale i gestori del servizio hanno scelto di interrompere l’attività; si tratta di una drastica decisione presa dopo oltre dieci anni di richieste di spostamento presentate all’azienda “Centostazioni”. Ancora non ci è dato sapere il motivo di questo ennesimo rifiuto, ma questo episodio rappresenta un nuovo elemento della crisi che sta attraversando oggigiorno il settore giornalistico; un aspetto che non interessa direttamente il mondo della comunicazione giornalistica al suo interno, ma che di fatto impedisce il riconoscimento del diritto all’informazione di ogni cittadino, la vera e unica missione del giornalismo.

Lo scarico delle responsabilità con cui i gestori dell’edicola chiudono le loro spiegazioni sembrano infine rappresentare un grido d’aiuto per l’ennesimo posto di lavoro a rischio, ma anche un grido di allarme per un diritto negato a pendolari, turisti, studenti o agli stessi addetti del settore ferroviario. La crisi ha davvero tante sfaccettature.

mercoledì 9 maggio 2012

E’ la stampa, bellezza, l’ultima minaccia?

«Il cameraman è stato licenziato»
una dozzina di righe giù a fondo pagina, 5-6 pagine dopo i faccioni sorridenti di chi festeggiava la sua vittoria alle elezioni amministrative. Parole fredde, asciutte e senza un accenno di solidarietà è ciò che hanno riportato i giornali locali. Questo è l’ epilogo della vicenda personale e lavorativa  del cameraman Vincenzo Siciliano, balzato alle cronache leccesi per aver chiesto mesi e mesi di buste paga arretrate. Le ha chieste dalle pagine di facebook invocando la dignità negata ai lavoratori dell’informazione, forse facendo “la voce grossa” e sfidando il “quarto potere” locale. Vincenzo infatti ha scoperchiato il vaso di Pandora, già noto e spesso sottaciuto dei ritardi mortificanti e dei compensi non pagati dell’editoria locale.

Il cameraman ha lanciato un grido di allarme: dopo 6 o 8 mesi di ritardi per circa 900 euro al mese ha chiesto la solidarietà dei colleghi nelle sue stesse condizioni proponendo lo sciopero delle dirette tv durante gli exit poll.La protesta però si è ridimensionata subito: i giornalisti, gli operatori e i tecnici hanno indossato un cartello arancione con la scritta “La stampa non è un hobby”, grafica che ha fatto il giro di facebook sui profili dei lavoratori del campo dell’informazione che appoggiavano la protesta di Vincenzo. Una protesta garbata, composta e a tratti persino elegante che non ha turbato affatto il normale svolgimento della diretta e nessuna emittente locale impegnata nelle proiezioni dei risultati elettorali ha mancato l’appuntamento.

E quale è stato il risultato di questa protesta? Lo abbiamo scritto in apertura, Vincenzo è stato licenziato, per “ristrutturazione aziendale” dicono dalla sua emittente, la quale non percepisce i finanziamenti pubblici previsti dalla legge 448 del 1998 e non li avrà finché non si metterà in regola con i contributi previdenziali dei suoi dipendenti.

Del licenziamento di Vincenzo lo si è appreso in diretta. Molti di noi davano questo epilogo per scontato. Vuoi per esperienze personali, vuoi per quel “sesto senso” che fa parte del “bagaglio di competenze” di chi lavora (o cerca di farlo) nel campo dell’informazione. La nostra solidarietà per la vicenda di Vincenzo non pagherà le sue bollette, è vero. Ma serve a dargli dignità. Noi che siamo o siamo stati suoi “compagni di sventura” abbiamo la pelle dura e lo incitiamo a non cedere, ad andare avanti.

“E’ la stampa bellezza, e tu non ci puoi far niente!” è la frase del celebre film del 1952 L’ultima minaccia. Frase che vorremmo poter dire per ricevere quel riconoscimento negato fino ai più fondamentali diritti sanciti dalla nostra costituzione repubblicana.         

martedì 8 maggio 2012

Salento alle urne, un "bignami" per sapere chi ha vinto nei 22 comuni al voto del 6 e 7 maggio 2012


Lo avrete già visto in tv e letto sui giornali ma noi vogliamo comunque darvi una panoramica di quello che è venuto fuori dalle urne elettorali il 7 maggio, dopo il voto di 22 comuni del Salento. Una sorta di “bignami” di facile consultazione per chi si è perso le lunghe maratone tv e tra le decine di pagine dei giornali. Si è votato a Lecce e il capoluogo salentino ha scelto di nuovo Paolo Perrone: il sindaco uscente passa al primo turno con una percentuale vicina al 65 per cento, sbaraglia quattro concorrenti (due sotto il 4%, due sotto l’1%) e atterra il centrosinistra di Loredana Capone al 25 per cento.

E mentre a Lecce tra quindici giorni Perrone lavorerà alla definizione della nuova Giunta, in provincia continueranno campagne elettorali, apparentamenti e accordi. Non sono infatti ancora certe le sorti dei cinque comuni sopra i 15mila abitanti che andranno al voto del 21 maggio per il secondo turno: a Casarano, comune commissariato dove correvano sei candidati è ballottaggio tra Gianni Stefano (Pdl, Ccd, Puglia prima di tutto, Verdi) e Attilio De Marco (Api, Udc, Idv e Pd); a Galatina su quattro candidati sindaco passano Cosimo Montagna con Federazione della Sinistra, Sel, Idv e Carlo Carmine Gervasi con sei listini collegati; Gallipoli dopo il commissariamento straordinario vede lo scontro tra Francesco Errico e Salvatore Di Mattina; a Galatone su sei candidati passano il primo turno Cosimo Casilli con Pd, Idv, Sel e Cattolici democratici e Livio Nisi con il PdL e due civiche; Tricase alle urne dopo il commissariamento vedrà una sfida tra Antonio Coppola con Pd, Sel e due civiche, Nunzio dell’Abate con l’Udc e due civiche. I “giochi sono fatti” negli altri comuni: Aradeo resta al centrodestra con Daniele Perulli. A Castrignano de’ Greci si conferma invece il centrosinistra con Antonio Zacheo alla guida cittadina. Castro boccia Luigi Carrozzo, sindaco uscente e sceglie Alfonso Capraro, alla prima esperienza amministrativa. Guagnano riconferma l’uscente sindaco Fernando Leone. A Leverano è Giovanni Zecca di “Insieme per Leverano” il nuovo Sindaco, che vince con un 30% su cinque sfidanti. A Matino il 54% dei votanti ha scelto Tiziano Cataldi del Pdl. Melendugno vede la vittoria di Marco Potì della lista civica “Passione e impegno”. Ortelle sceglie Francesco Rausa dopo il commissariamento. A Otranto si conferma l’uscente Luciano Cariddi, in forse i seggi per la terza lista ferma al 6%. Racale ha scelto Donato Metallo di “Io amo Racale”. A Ruffano Carlo Russo è primo cittadino con soli tre voti di scarto. La sinistra guiderà Salice Salentino con Giuseppe Tondo, già vicesindaco uscente.E’ Andrea Romano della civica “Insieme partecipazione e rinnovamento” il nuovo sindaco di San Cesario di Lecce. San Pietro in Lama sceglie la continuità e nomina sindaco Salvatore Tondo. A Scorrano vince Antonio Mariano dopo un duello all’ultima scheda. Infine a Brindisi sarà il collega Mimmo Consales per il centrosinistra a guidare la città per i prossimi cinque anni.