Chi si trova a frequentare i locali della stazione ferroviaria di Lecce avrà sicuramente notato come, in questi ultimi giorni, l’edicola del posto presenti chiuse le porte del suo locale e di conseguenza abbia interrotto il servizio di vendita di riviste e giornali; ciò che però salta maggiormente all’occhio degli osservatori è il foglio di carta affisso sulla porta d’ingresso che spiega le ragioni di questa sospensione. Il “mancato spostamento dell’edicola in un locale più centrale e più idoneo alla vendita” è la causa principale per la quale i gestori del servizio hanno scelto di interrompere l’attività; si tratta di una drastica decisione presa dopo oltre dieci anni di richieste di spostamento presentate all’azienda “Centostazioni”. Ancora non ci è dato sapere il motivo di questo ennesimo rifiuto, ma questo episodio rappresenta un nuovo elemento della crisi che sta attraversando oggigiorno il settore giornalistico; un aspetto che non interessa direttamente il mondo della comunicazione giornalistica al suo interno, ma che di fatto impedisce il riconoscimento del diritto all’informazione di ogni cittadino, la vera e unica missione del giornalismo.Lo scarico delle responsabilità con cui i gestori dell’edicola chiudono le loro spiegazioni sembrano infine rappresentare un grido d’aiuto per l’ennesimo posto di lavoro a rischio, ma anche un grido di allarme per un diritto negato a pendolari, turisti, studenti o agli stessi addetti del settore ferroviario. La crisi ha davvero tante sfaccettature.
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