lunedì 21 maggio 2012

Forum Ambiente e salute denuncia demolizioni sulla Ss 16

Dal profilo Facebook di Forum Ambiente e Salute arriva una eclatante denuncia: secondo gli ambientalisti che corredano di immagini fotografiche e coordinate geografiche la già dettagliata denuncia, qualcuno starebbe compiendo ciò che solo a prima vista sembra un atto di vandalismo sulle antiche costruzioni rurali presenti sul tratto della Statale 16 che sarà interessato dall'ampliamento. Trulli, Pajare e muretti a secco realizzati secondo le antiche tecniche dell'edilizia rurale salentina situati nelle adiacenze della strada stale 16 secondo la denuncia del Forum, sarebbero a rischio di abbandono a causa degli espropri o di demolizione ove ostacolino l'ampliamento della SS 16. Questo perché non si sarebbe progettato un intervento di ricollocazione di tali manufatti in altre aree lontane dalla Maglie-Otranto, magari negli stessi fondi ove questi troverebbero la loro attuale collocazione. La denuncia che per il momento riguarderebbe un unica costruzione (riportata nella foto di Facebook di Forum Ambiente e Salute) vuole esortare ancora di più il Prefetto di Lecce e la Soprintendenza ai Beni Culturali Paesaggistici Archeologici e Architettonici di Puglia a vederci chiaro nella spiacevole vicenda che rischia di cancellare dal nostro paesaggio le caratteristiche costruzioni rurali, patrimonio storico, ambientale e culturale di ciascuno di noi.

Ecco il testo integrale: "Dopo il taglio abusivo di centinaia di ulivi, oggi anche si registra amaramente quella che potrebbe essere la demolizione esecrabile, vandalica, delle antiche abitazioni rurali e dei trulli, là dove è previsto l’allargamento contestato della Strada Statale 16 Maglie-Otranto, su suoli già semi-espropriati a tal fine! Nonché il totale taglio di altre specie di alberi, dopo gli ulivi, come i noci!- si legge nell' allarmante post di denuncia firmato da Forum Ambiente e Salute e diffuso nella giornata di oggi su Facebook-Tutto dunque, meno che quella “cantierizzazione virtuosa” auspicata dal Prefetto di Lecce e dalle associazioni ambientaliste in merito all’opera di allargamento della nuova SS 16, al suo progetto e alla sua esecuzione! Solo fino a pochi mesi fa, era integro il tetto di un’ antica preziosa casa rurale a pianta rettangolare realizzata in blocchi informi di pietra viva e alcuni blocchi squadrati, tenuti insiemi da intercapedini e meati riempiti di terra rossa e bolo, come nell’uso antico; tutto integro, come documentano anche le foto di GoogleMaps, ma fino appunto a poco tempo fa!- E qui i dati dettagliati sulla costruzione rurale che ha fatto scattare il campanello d'allarme- Ieri, 20 maggio 2012, l'amaro spettacolo che si è presentato agli occhi dei passanti è stato quello di un edificio diroccato nella parte superiore, con segni freschissimi delle avvenute semi-demolizione vandaliche o accidentali da incuria; tetto sfondato, e demolizione di quasi tutte le cornici superiori perimetrali della loggia, realizzate in blocchi della tipologia “chianche” squadrate realizzate in "pietra leccese"! L’antico edifico ferito, ma ancora ben recuperabile, sembra sanguinare alla vista della terra rossa messa in luce tra le pietre dal colorito novello sulle superfici che sin ora non erano mai esposte all’esterno, e dunque all’attecchimento dei muschi e licheni!"

"Tutto meno che quanto previsto nella cantierizzazione virtuosa dell’ opera di allargamento della nuova SS16, ovvero la cura e tutela dei beni culturali, archeologici e architettonici lì presenti, e eventualmente progetti di smontaggio e rimontaggio poco oltre degli antichi abituri, con un lavoro meticoloso bene eseguito con il coinvolgimento di maestranze locali specializzate nell’architettura della pietra a secco!- esortano dal Forum chiedendo il coinvolgimento delle autorità locali- Della spiacevole scoperta si vuole informare d’urgenza il sensibile Prefetto di Lecce e la Soprintendenza ai Beni Culturali Paesaggistici Archeologici e Architettonici di Puglia perché si approntino le procedure di restauro della struttura abitativa antica nel rispetto della sua forma, materiali e tecniche costruttive, e si proceda al suo dovuto vincolo in quanto antico edifico rurale e testimonianza storica! Vincolo da estendere e valevole per tutti gli altri edifici consimili a rischio. Gli scempi subiti dagli ulivi ed altri alberi sui suoli semi-espropriati per la nuova SS16, tagliati-abbattuti, o capitozzati, o potati selvaggiamente, per ricavarne abusivamente legno, fanno temere, possibili atti di ignoti volti a demolire persino i beni culturali ricadenti sui suoli già semi-espropriati, di fronte alla vista del crollo-abbattimento del tetto di questo edificio antico!"

La Denuncia infine si arricchisce di descrizioni, dati e coordinate geografiche: "L’edificio sorge a pochi metri di distanza dal ciglio della SS16, sul suo lato destro percorrendola da Maglie verso Otranto, a circa 100 metri prima della svolta per il centro abitativo di Bagnolo del Salento.


Le coordinate della antica struttura rurale sono
Latitudine: 40° 7'26.47"N
Longitudine: 18°19'46.60"E


Dal confronto con le foto Googlemaps si è constatata persino la recente totale scomparsa di un alto albero di noce che sorgeva nei pressi della struttura! Un'altra vittima, probabilmente, come gli ulivi lungo la SS16, dei tagli assassini volti a fare legno dagli alberi, anziché approntare quegli espianti e trapianti virtuosi degli alberi, a loro salvataggio, come previsto in un’ opera di “cantierizzazione virtuosa” per la SS16!"

"Quanto sta avvenendo lungo la SS16 sa poco, o meglio nulla, di virtù, e molto di tutt’altro, in uno Stato che pare ormai localmente assente ai suoi doveri di tutela e protezione del territorio e dei cittadini che lo abitano!" sono le amare conclusioni degli ambientalisti che tornano ad esortare le autorità per un intervento pronto e fattivo al fine di scongiurare altri danni simili a quelli denunciati- Da qui anche l’appello fiducioso e pieno di speranza rivolto anche al Prefetto di Lecce, perché la speranza e la fiducia nelle istituzioni non possono che trasmettersi e rafforzarsi, nei cittadini, solo vedendole operare per il risanamento del territorio, la sua protezione, rinaturalizzazione, restauro, rispetto; non vedendole invece divenire, come spesso sta disdicevolmente avvenendo, enti di devastazione persino avversi ai cittadini, e alle costituzionali richieste di tutela del paesaggio, avanzate da questi, recando in mano la stessa nostra Carta Costituzionale, che nel suo articolo 9, tra i primi principi della Repubblica, pone proprio la tutela del paesaggio storico-naturale della Nazione e dei suoi beni culturali, a cui tanto si legano la qualità di vita ed il riconoscimento dell'identità di una nazione!" concludono dal Forum Ambiente e Salute. Tag Press è in attesa di maggiori informazioni e dettagli sulla vicenda che non mancherà di approndire.

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